domenica, 04 ottobre 2009, ore 14:46


Tratto dalla Bibbia ma secondo il mio parere ha un grande significato, vorrei conoscere i vostri commenti
La morte
Per ogni cosa c'è il suo momento,il suo tempo per ogni faccenda sotto il cielo.
C'è un tempo per nascere e un tempo per morire,
un tempo per piantare e un tempo per sradicare le piante.
Un tempo per uccidere e un tempo per guarire,
un tempo per demolire e un tempo per costruire.
Un tempo per piangere e un tempo per ridere,
un tempo per gemere e un tempo per ballare.
Un tempo per gettare sassi e un tempo per raccoglierli.
un tempo per abbracciare e un tempo per astenersi dagli abbracci
Un tempo per cercare e un tempo per perdere,un tempo per serbare e un tempo per buttare via.
Un tempo per stracciare e un tempo per cucire,
un tempo per tacere e un tempo per parlare.
Un tempo per amare e un tempo per odiare,
un tempo per la guerra e un tempo per la pace
Che vantaggio ha chi si dà da fare con fatica?
La risposta esiste,dopo i vostri commenti scriverò ciò che lui mi ha detto di leggere
 


 

giadaluce
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domenica, 20 settembre 2009, ore 15:51

N° 2009 Dov'è la vita che abbiamo persa vivendo?/Dov'è la  saggezza che abbiamo persa nel sapere?/ Dov'è il sapere che abbiamo perso mettendo assieme nozioni?

THOMAS S; ELIOT

N° 2010 Dico a me stesso:" Non temere povero piccino,non c'è niente da temere::: Leggi il Libro,leggo il Libro,istruisciti sino al tuo ultimo respiro.Sei ignorante-

EUGENE IONESCO

N° 2011 O tu,che cerchi il cammino che conduce al segreto.Ritorna sui tuoi passi: poichè è in te che si trova tutt'intero il segreto.

IBN'ARABI

N° 2012  Promettete,promettete a lungo, perchè la speranza è più viva della riconoscenza.

ABBE' DE LA ROCHE

N° 2013  Le persone che riescono in questo mondo sono quelle che vanno in cerca delle condizioni che desiderano e, se non le trovano,le creano.

GEORGE BERNARD SHAW

giadaluce
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sabato, 29 agosto 2009, ore 11:51

N° 100 Non ho mai aperto una porta per errore,senza scoprire con sorpresa uno spettacolo che mi ha fatto provare per l'umanità pietà o disgusto oppure orrore.

ANATOLE FRANCE

N°101  Chiunque può riconoscere con se stesso di aver torto.La vera prova è riconoscerlo di fronte agli altri....Per imparare dai nostri errori,bisogna prima renderci conto che li stiamo commetendo.

ARTHUR BLOCH

n°102  Chi prende in mano la spada,di spada perirà.Ma chi non prende la spada(o la lascia cadere) perirà sulla croce-

SIMONE WEIL

n° 103 Un trono è solo un pezzo di legno coperto di velluto.

I proclami passano,le azioni restano.

Non mi piace che si finga di disprezzare la morte.La grande legge è saper sopportare l'inevitabile.

NAPOLEONE BONAPARTE

giadaluce
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domenica, 26 luglio 2009, ore 17:45

N° 400 Gli errori fatali della vita non sono dovuti al fatto che l'uomo sia un essere irragionevole: un momento di irragionevolezza può essere il nostro momento più alto.Sono dovuti al fatto che l'uomo è un essere logico-

OSCAR WILDE

n° 401 Non voglio che la gente sia troppo simpatica: questo mi risparmia il disturbo di volerle molto bene.

JANE AUSTEN

N° 402  Il mondo ricompensa più spesso le apparenze del merito che non il merito stesso...Il male che facciamo non ci attira tante persecuzioni e tanto odio quanto ce ne procurano le nostre buone qualità

FRANCOIS LA ROCHEFOUCAULD

N° 4o3 Gli uomini saggi sono sempre veritieri sia nella loro condotta,sia nei loro discorsi:Non dicono tutto quello che pensano,ma pensano tutto quello che dicono.

GOTTHOLD E. LESSING

N° 404  Ai giovani non c'è altro da dire se non : guadagnatevi la vostra verità.....Nel passaggio dalle nostre alle vostre mani,la verità diventano rami secchi,e sta solo in voi la potenza di farli rinverdire

BENEDETTO CROCE

giadaluce
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domenica, 10 maggio 2009, ore 11:46

per la festa della mamma,anzichè i regali i figli dovrebbero donare alle loro mamme il dono della loro vita,ossia non mettersi al volante ubriachi o drogati,se volete guardate il video,è un pò forte,altrimenti non guardatelo Auguri di vero cuore a tutte le mamme
giadaluce
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domenica, 29 marzo 2009, ore 14:53

N° 300 Il mio piacere di avere Albertine fissa in casa mia non era tanto un piacere positivo,quanto quello di avere ritirato nel mondo,dove ciascuno poteva a sua  volta goderne,la fanciulla in fiore che così,se non mi dava grandi gioie,almeno ne privava altri.

MARCEL PROUST

N° 301  Dopo tanti anni avere ancora tante cose da dirsi,dalle più futili allepiù gravi,senza andare a sceglierle,senza il desiderio di meravigliare o di essere ammirati.Che meraviglia!

FRANCOIS MAURIAC

N° 302  Sentimentalismo è avere compassione dei carnefici diGesù Cristo,Povera gente,così mal pagata per tanta fatica!

LEON BLOY

 

N° 303  Era una  sera solitaria .Leggevo un libro a lungo,finchè il mio cuore divenne arido.Mi pareva che la bellezza fosse una cosa foggiata da mercanti di parole. Stanco,chiusi il libro e spensi la candela.In un istante la stanza fu innondata dalla luce della luna

TAGORE

n° 304 Questo voglio,così ordino: la mia volontà valga al posto delle ragioni addotte

GIOVENALE

n° 305  Gli essere felici sono pacati e tranquilli:Portano dentro di sè il loro cuore come se fosse un bicchiere pieno che il minimo movimento può far traboccare o rompere.

JULES AMEDEE BARBEY D'AUREVILLY

A voi la scelta. Grazie

giadaluce
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lunedì, 23 marzo 2009, ore 19:14

Buona serata amici
giadaluce
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domenica, 22 marzo 2009, ore 17:20

Il testo dell'intervista qui sotto  editata è di ROBERTO CARVELLI ed è apparsa sul quotidiano l'Adige di Trento il 15/03/09 nella pagina culturale,titolo dell'intervista 

                                                            GLI SPECCHI DI UN'ANIMA TORMENTATA

valeANA(Elliot edizioni,117 pagine,12,50 euro)è il libro di esordio di Martita Fardin,scrittrice di Como che per parecchi anni ha abitato a Trento(collaborando anche con le pagine culturali dell'Adige), prima di fare ritorno sulle rive del lago manzoniano.

Frasi di cruda e scarna adesione al vero doloroso che disegnano la storia di Vale,spirito inquieto che si dibatte tra il mondo della moda famigliare e la solitudine esistenziale attenuata dall'amicizia delle amiche e una storia d'amore(tra le pagine più riuscite del libro) con un musicista austriaco malato di tumore al seno.Tra sms e autoracconto la vita di una diciottenne alle prese con il dramma dell'anoressia.

Martita Fardin costruisce una sorta di giallo esistenziale che si risolve però nell'interno,

"Quod me nutrit me destruit" è l'esergo della quarta copertina motto che chiude e apre la vita di chi si ama filiforme fino al rischio della evanescenza.

Abbiamo intervistato l'autrice.

Il libro ha una scrittura piana,diretta,dichiarativa,Racconta fatti chiamando le cose con semplicità,Ci sono le marche che ormai suggeriscono(sostituiscono)i nomi degli oggetti,un pò di slang ma contenuto.E' la voce di una diciottenne: in che misura quelli che ho detto sono tratti distintivi della voce della protagonista e si discostano dal suo sentire?

"Amo la semplicità nella scrittura.Volevo che il libro si infilasse come un fiore o un ago nella mente del lettore.Per quanto riguarda le marche e gli oggetti,direi che ho chiamato  semplicemente le cose con il proprio nome":

L'anoressia ha un ruolo fondamentale.A tratti il libro vira addirittura verso l'inchiesta o quasi,chiamando a raccolta blog,testimonianze,community.Può parlare del lavoro che ha fatto per aprire a questo underground di chi soffre per questo disturbo psicoalimentare?Ed è veritiero o comune che ci sia un senso di appartenenza e condivisione tra chi ne soffre?

Questo libro è quanto di più lontano da un'inchiesta.E' la storia di un'anima come direbbe Leopardi,L'anima di Vale,e anche un pò la mia".

Un mondo quello comasco,e un ambiente,la moda.Party fastosi,soldi a pioggia:è esplicito o implicito o è solo simbolico che l'anoressia sia la malattia del rifiuto di un'abbondanza a tratti strabordante?

Ogni evento,ogni scenario,acquista nella storia un che di simbolico,come se tutto avesse un senso evidente e uno nascosto.Almeno io ho lavorato in queso senso".

Nelle prime pagine( ma anche altrove) si tende a creare un nesso culturale spirituale che vede il difficile rapporto col cibo come un portato ereditario della mediazione della fede...

Posso solo dire che io volevo descrivere un interno di famiglia.Dove ci sono persone che si muovono sotto l'ombra rassicurante e tremenda di un crocefisso di legno".

Proprio per quel che è stato detto prima si potrebbe pensare che il suo sia più un libro su delle testimonianze,a tema o a tesi. Ha già scritto altro? Ha in mente altro da scrivere? Ha autori di riferimento a cui si ispira? Quale crede che debba essere la funzione della letteratura?

"Rifiuto fermamente questa definizione.Il mio non è affatto un libro a tesi.Questo è il mio primo,romanzo,forse ne verranno altri,forse no.Se ci penso,nella mia testa ho sempre scritto.Mi piace Agota Kristof.Una volta lei ha detto che per la sua scrittura si è ispirata ai temi dei suoi figli.Ecco,mi piacerebbe scrivere come un bambino di terza elementare.Una scrittura semplice,elementare,onesta, La funzione della letteratura? Scacciare la morte,tenerla lontana anche per pochi istanti.Che altro?".

Una bellissima  intervista di ROBERTO CARVELLI .

Complimenti a Martita Fardin "

 

giadaluce
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domenica, 08 marzo 2009, ore 19:41

Anoressia, dal blog nasce un romanzo
Pubblicazioni / Storia comasca


Dal "Corriere di Como"


Valentina, detta Vale, è una giovane rampolla della borghesia lariana, con villa vista lago e il mito di George Clooney nel cuore. È ancora vergine, a 18 anni, e vive circondata dalla tecnologia: musica nelle orecchie dall’iPod come se piovesse, telefonino a palla per chiamate e messaggini a raffica e soprattutto un blog dove racconta il tunnel dell’anoressia, sintetizzata da una frase latina che più sinistra non si può: «Quod me nutrit me destruit», «il cibo mi distrugge». Male forse ereditato, l’anoressia, frutto di un quadro domestico poco allettante: un nonno in odore di suicidio, il padre fedifrago e cocainomane che cerca di vendere il marchio tessile blasone di famiglia per pagarsi il consumo giornaliero di droga. Senza sapere di essere nel mirino della guardia di finanza e a un passo dalla bancarotta. “Ritratto di famiglia in un inferno” potrebbe essere il sottotitolo di ValeANA (pp. 120, 12.50 euro), romanzo d’esordio della scrittrice lariana Martita Fardin edito da Elliot, nella collana “Heroes” curata da Massimiliano Governi. Una storia cruda, nata da Internet: «Mi sono documentata su casi di anoressia raccontati dalle protagoniste nei blog. Per scrivere il libro ho impiegato un anno, lavorando 10 ore al giorno», dice Martita. Il titolo da dove nasce' «Dal soprannome della protagonista e da Ana, dea dell’anoressia nei siti dedicati a questo male oscuro». Il blog dell’autrice si trova all’indirizzo wwwgoodnightmoon.splinder.com.

 Cari amici del mio blog. Ho letto il libro ,vi consiglio la lettura è un libro autentico ,reale che si legge e non si dimentica,stupendo il finale scenografico.

Sarebbe cortese passare sul blog dell'autrice e non solo sul mio. Grazie amici miei,so che lo farete

giadaluce
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martedì, 24 febbraio 2009, ore 18:11

Ringrazio tutti e rispetto tutte le opinioni POVIA per me rimane un grande artista e poeta per nulla banale
giadaluce
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